| data |
17
agosto 2002 |
| titolo
articolo |
Ferragosto
in citta' |
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Cronaca di un viaggio alla disperata ricerca della
movida che non c´è Al Bano e zanzare
all´Idroscalo, il deserto sui Navigli e alle
Colonne Si salva solo lo spettacolo pirotecnico
del Sempione.[
] Abbiamo voluto sondare le
offerte del capoluogo lombardo e saggiarne le frustrazioni
nella serata più estiva dell'anno. Per vedere
in quali posti i milanesi rimasti si sono divertiti.
E soprattutto dove si sono annoiati. Il nostro tour
parte dai quotidiani. Le pagine degli spettacoli
parlano del concerto di Al Bano all'Idroscalo, dopo
un glorioso pomeriggio all'insegna del liscio. Poi
qualche citazione per i concertini jazz di scena
sui Navigli, specialmente alle Scimmie di via Ascanio
Sforza. Prima tappa, dunque, l´Idroscalo,
il tempio del divertimento estivo dei milanesi che
non migrano sulla Costa Smeralda. Di giorno, forse.
E non a ferragosto. Perché è proprio
la stazione balneare cittadina la delusione più
grande. I due locali culto della bella stagione,
il 1057 e il Cafè Solaire, sono chiusi.[
]
Non resta che il Samoa Beach Bar. Vuoto. E la gente
dov'è? Sorpresa: il Luna Park è pieno
di ragazzi e l'Idroscalo, con Al Bano , raccoglie
coppie in media dai quaranta in su. [
]Scappiamo.
Cerchiamo rifugio negli intramontabili quartieri
notturni. Corso Como. Una coppia cammina solitaria
sullo sfondo, come in una cartolina nostalgica.
Tutto chiuso. Colonne di San Lorenzo. Da corso di
Porta Ticinese si sentono le voci di un gruppo di
ragazzi che passeggiano in piazza Vetra. Per il
resto, silenzio e saracinesche abbassate. Sembra
impossibile. Eppure le macchine sulle strade non
mancano: piuttosto sembra non esserci un "dove
andare". Fallimento totale anche al Karma -
Borgo del tempo Perso, in zona Corvetto: tutto chiuso
fino al 19 agosto. Alle 11 e mezza sul centro di
Milano esplodono alcuni fuochi artificiali. Niente
male. In aria motivi floreali e giochi pirotecnici;
intorno a parco Sempione circa un migliaio di persone
con il naso all'insù, tra birre e musica
live in perfetto stile sagra di paese. A mezzanotte
e mezza la baracca chiude. [
] Tentiamo allora
la scampagnata a corto raggio. Diciassette chilometri
sulla Paullese e siamo all'Oca
Dipinta. La serata si chiama Gayanuit
e come ogni giovedì è organizzata
dai Kick
Off. Ingresso riservato a gay
e lesbiche, grigliata all'aperto, musica
da ballare e un paio di iniziative simpatiche: un
torneo di beach volley (manca solo la spiaggia)
su un campetto improvvisato e una guerra senza frontiere
a suon di spruzzi d'acqua con pistole fornite all'ingresso.
In pochi minuti i circa duecento presenti (tanti,
ma sempre meno dei consueti settecento) ingaggiano
un duello incrociato totalizzante: restare asciutti
e pressochè impossibile. Ci vuole mezzora
per tornare ad avere una t-shirt presentabile.[
]
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